Eastern front / Eastern meridian - Sala Consiliare dell’ex Municipio - Casarsa della Delizia

Aggiornamento: 17 mar 2021

Curatore: Arianna Grosso

Artisti: Massimiliano Boschini, Sean Burn, Mircea Ciutu, Costanza Materassi, Mel Nemeth, Alkiste Papadopoulou, Andreea Rus, Marius Strolia, Maruša Štibelj, Agata Szymanek, Giuditta R.

dal 2 Aprile al 1 Maggio 2016

Collaborazione nella fase allestitiva e supporto tecnico come operatore specializzato per conto di Associazione Culturale IoDeposito

 

Undici artisti internazionali ritraggono l’esperienza di altrettanti territori cent’anni fa connessi durante il primo conflitto mondiale dalla linea del Fronte Orientale, seguendone il meridiano da nord a sud, dal Baltico al Balcani: territori martoriati dalle volontà dominatrici austro-ungariche, soggiogati dalla Russia e dagli imperi Occidentali. La narrazione sarà condotta attraverso lo sguardo di interpreti di atavica potenza: sogni, fantasmi, infanzia, identità e oppressione saranno così i protagonisti delle opere pittoriche, installative e di sound art. Al centro di questo intenso percorso, le vicende storiche dei territori d’origine degli artisti, in parallelo alle loro personali ed intime riflessioni.


Il ripetersi seriale della violenza, il sempiterno conflitto, emergono dall’intensità dei colori, dalle pennellate concitate e sofferte, dall’ampia dimensione delle tele, volontariamente lasciate senza cornice, quasi a voler intaccare le pareti come pitture rupestri. Ne emergono un affresco corale e sfaccettato, un percorso di decostruzione e ricostruzione dell’esperienza umane del primo conflitto.L’associazione IoDeposito è stata fondata nel 2009, con lo scopo di svolgere attività di promozione delle opportunità giovanili attraverso i media dell’arte e della cultura, sostenendo i giovani del nord est, il loro benessere culturale e le loro competenze specifiche, con una particolare propensione verso i settori delle arti visive e della formazione ai mestieri del management culturale, dell’arte e della curatela. In poco meno di sei anni di attività l’associazione ha coinvolto più di 170.000 persone nelle sue progettazioni: mostre, progetti culturali ed artistici, percorsi di ricerca e di formazione, laboratori e workshops. L’associazione lavora localmente, ma in chiave internazionale, riversando sul territorio l’esperienza e la collaborazione di realtà istituzionali, giovanili, artistiche e scientifiche che operano in 41 paesi del mondo. Il lavoro di IoDeposito ha dato vita a processi sperimentali di ricerca, che riguardano i linguaggi artistici e curatoriali, la storia, l’italianistica e le nuove tecnologie applicate all’arte e alla cultura; concentrando anche molte energie nella creazione di percorsi di didattica laboratoriale basata sull’arte. La mostra Eastern Front/Eastern Meridian è stata creata muovendo dall’idea che le arti visive e la creazione di percorsi espositivi siano strumento privilegiato per la trasmissione della memoria, e che l’opera degli artisti contemporanei possegga un’intrinseca capacità simbolica di rivelare i retaggi dei conflitti mondiali, grazie ad un linguaggio universale capace di avvicinarci alla tragica esperienza di chi ha vissuto la guerra. per la trasmissione dellamemoria, e che l’opera degli artisti contemporanei possegga un’intrinseca capacità simbolica di rivelare i retaggi dei conflitti mondiali, grazie ad un linguaggio universale capace di avvicinarci alla tragica esperienza di chi ha vissuto la guerra. L’ampia dimensione delle tele, volontariamente lasciate senza cornice, richiama così antiche pitture rupestri: quale peso ha avuto il passato? Quanto ancora dovremo cercarci in questo duro percorso di riconciliazione?


Le diverse chiavi di lettura che affiorano dalla mostra si legano a vicende storiche complesse che pongono ancora l’interrogativo sull’esperienza umana del primo conflitto mondiale, ad oggi non del tutto scandagliata, ma talmente potente nella sua tragicità, da valicare la misura della vita di chi l’ha fronteggiata direttamente, trasmettendosi anche dopo la morte dell’individuo, forte al punto da plasmare l’identità culturale di generazione in generazione.






1 visualizzazione0 commenti