Drawing Bodies - BodyWorld Art Night Fabbrica del Vapore - Milano

Aggiornamento: 17 mar 2021

Curatore: Rubin Koldashi, Prof. Mauro Zocchetta

Artisti: Olga Rosa, Silvia De Bastiani, Giulio Federico, Franca Bortot, Chiara Angelini,

Tommaso Squaiera, Federica Casagrande

28 gennaio - 17 febbraio 2013

 

Il progetto Drawing Bodies è stato creato grazie al contributo di giovani professionisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, i quali hanno indagato le forme del corpo ottenendo un risultato che si colloca a cavallo tra arte e scienza. L’esposizione, che sarà inaugurata il 30 gennaio, propone una raccolta di tavole rappresentanti corpi in movimento, muscoli in tensione, torsioni che gli artisti hanno rappresentato attingendo alla loro libertà creativa e sensibilità artistica. Il progetto Drawing Bodies si inserisce all’interno del mondo di Body Worlds, in perfetto dialogo e sintonia con l’ampio percorso di attività artistiche quali danza, arte e fotografia sviluppato per l’occasione da Carnem. Coinvolte in questo contesto le opere forniranno inconsueti spunti di riflessione, andando oltre la classica rappresentazione anatomica per proporci un diverso punto di vista attraverso l’osservazione critica ed oggettiva degli artisti. Ogni innovazione in campo scientifico, artistico e culturale è capace di cambiare le nostre percezioni, fornendoci nuovi input di ricerca: “L’occhio guarda e la mente osserva”. Le forme in Drawing Bodies diventano veicolo per un nuovo ed alternativo linguaggio artistico. Nonostante le innumerevoli indagini scientifiche ed artistiche che nella storia si sono soffermate sulla complessità del corpo, ancora oggi non si arresta il fascino di carpirne la sua piena essenza. Il progetto Drawing Bodies sarà accompagnato da diversi momenti di incontro e di confronto riguardanti lo studio dell’anatomia. Si potrà inoltre assistere e partecipare a sperimentazioni pratiche al fine di creare un’atmosfera di scambio e progettualità condivisa tra artisti, professionisti del settore e pubblico.

Brochure


Drawing Bodies

Il corpo come simbolo coniugale fra arte e scienza

[Tó gár eu pará mikrón diá pollón arithmón ghignéstai.]

Il buono [e il bello] si raggiunge a poco a poco attraverso molti numeri.


Il corpo come simbolo

Il corpo può essere considerato come un anello di congiunzione fra i vari periodi della storia dell’arte, come simbolo analogico capace di evocare una stretta relazione fra un oggetto concreto e un’immagine mentale. Di fatto il corpo è ciò che più si avvicina all’idea di simbolo assoluto (dove il simbolo è ciò che più assomiglia al contenuto che esso esprime come simbolo): quindi con un significato immediato contenuto al suo interno che si può dire abbia una valenza metafisica, nascosta ed espressa da un profondo rapporto tra la raffigurazione sensibile espressa nel simbolo e la sua valenza ideale.

In questo percorso storico-artistico il corpo trova tra le infinite rielaborazioni della figura umana svariate forme realizzative sperimentate dagli artisti. è possibile individuare almeno tre percorsi fondamentali che si sono alternate nel corso della storia dell’arte: quella realistica, quella idealizzante e quella espressiva.

Il corpo come percorso nella storia dell’arte

In una visione dal grande respiro possiamo individuare il corpo come un fine artistico, partendo dagli antichi artisti greci che utilizzavano sempre le stesse regole compositive e proporzionali (i canoni conpositivi), sia per rappresentare le divinità, i defunti, oppure gli eroi del mito. Il corpo assumeva una forma dove confluiva un mirabile equilibrio tra le forme astratte e geometriche e quelle naturalistiche. Tali considerazioni sono state oggetto di studio di immensi artisti come Policleto, Leonardo e Michelangelo. Geni indiscussi che hanno di fatto dato corpo ad opere caratterizzate da una forma di «naturalismo idealizzato», ossia da un grande equilibrio tra naturalismo ed astrazione delle forme.

Oppure, in tempi più recenti lontani dall’idealizzazione, le distorsioni e le deformazioni della figura sono state la linfa creatrice degli espressionisti. La maggior parte degli artisti del ‘900 hanno percorso la strada della dissociazione da un canone antico che è servita ed ha avuto come fine la comunicazione di sentimenti e pensieri personali. Distorsione e deformazioni che sono state compiute anche da molti altri artisti, come Modigliani, Giacometti e Picasso, solo per citarne alcuni del ‘900.

Drawing Bodies per la riscoperta dell’arte tramite il corpo

In risposta al secolo scorso gli artisti del progetto Drawing Bodies si avvicinano alle complessità insite alla realizzazione del corpo con uno spirito simile alla cultura rinascimentale: partendo dallo studio delle arti figurative fino a giungere a una ricerca personale sempre più accurata, sia dell’anatomia umana, sia dell’interiorità dell’uomo, attraverso l’indagine delle espressioni del volto e dei gesti.

Gli artisti che hanno collaborato al progetto Drawing Bodies hanno affrontato quelle problematiche che emergono nella riproducibilità del corpo umano, problematiche che non possono essere risolte senza una conoscenza profonda del soggetto in questione: poiché tale soggetto è caratterizzato da una grande varietà di proporzioni, forme e atteggiamenti che non possono essere iscritte in un codice univoco.

I sei artisti del Drawing Bodies sono giunti a diverse conclusioni, c’è chi ha mostrato la natura del corpo attraverso la praticità dell’anatomia artistica (sullo stile di Paul Richer), chi invece ha preferito mettere in risalto la dinamicità corporea grazie all’esaltazione dei segmenti aurei posti in successione nella composizione artistica, oppure altri hanno preferito mettere in evidenza una profonda conoscenza dell’anatomia allontanandosi da enfasi o ipertrofismi eroici, o, per concludere, c’è chi ha preferito stilizzare con naturalezza il corpo nelle sue forme guida.

Attraverso queste problematiche realizzative e concettuali le opere esposte vogliono contribuire ad esplorare i segreti ed i misteri intrinsechi nelle forme degli esseri viventi: ogni artista si è cimentato in un’analisi minuziosa, con l’intento di inoltrare lo spettatore nella complessità dell’anatomia.


A cura di Rubin Koldashi







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