Darzanà - Two Arsenals, One Vessel - Official Event of 15th Venice Architecture Biennale - Venezia

Aggiornamento: 17 mar 2021

CuratoreFeride: Çiçekoğlu, Mehmet V. Kütükçüoğlu, Ertuğ Uçar, Cemal Emden, Namık Erkal

Artisti: Caner Bilgin, Serdar Albaz, Yiğitalp Behram, Burak Sancakdar, Hüseyin Komşuoğlu, Hüner Aldemir, Bülent Erkmen, Selçuk Metin

Padiglione Turchia - Arsenale

28 maggio - 27 novembre 2016

Collaborazione nella fase allestitiva e supporto tecnico come operatore specializzato per conto di We Exhibit Srl

 

Darzanà è una parola della Lingua Franca, sviluppatasi come linguaggio comune tra l’XI e il XIX secolo e parlato da marinai, viaggiatori, mercanti e guerrieri che solcavano le acque del Mar Mediterraneo, divenuto principale crocevia per le culture circostanti. Si tratta di una parola ibrida che richiama il turco tersane e l’italiano arsenale, due termini che condividono la stessa origine araba: dara’s-sina, ovvero “luogo dell’industria”.


Analogamente alla Lingua Franca, è possibile definire come “Architettura Franca” un linguaggio architettonico comune che rispecchi appieno il significato dell’intero progetto, volto a evidenziare il patrimonio culturale degli arsenali di Istanbul e Venezia. Una vera e propria sfida a violare quei confini e ad abbattere le barriere che si stanno erigendo in modo crescente tra religioni, lingue, etnie, nazionalità e generi diversi. Un’operazione di elevato profilo culturale, all’insegna del dialogo e della condivisione, pur nel rispetto delle differenti identità.


Ed è partendo da questo concetto che il Padiglione della Turchia, coordinato dalla Fondazione Istanbul per la Cultura e le Arti (IKSV), ospita un’imbarcazione costruita con i materiali di scarto rinvenuti nella vecchia darsena di Istanbul e trasportata a Venezia per suggellare una nuova connessione tra le due città. Baştarda, questo il suo nome, è una nave frutto dell’incrocio tra una galea e un galeone, con vele e remi, interpretato come elemento simbolico di continuità tra i due cantieri navali, quello turco lasciato a deperire nella megalopoli di Istanbul e l’altro rinato nello spazio espositivo di Venezia. Quando la Biennale sarà conclusa, Baştarda tornerà in patria esposta in un museo aperto al pubblico. Il Padiglione della Turchia si caratterizza per la particolare attenzione al fattore luce, studiato nei minimi dettagli per enfatizzarne sia la specificità architettonico-espositiva sia il concetto ispiratore dell’intero progetto. L’impianto di illuminazione è stato ideato da Zeki Kadirbeyoğlu e Şeyma Kılıç di ZKLD Light Design Studio e la scelta è ricaduta su alcune soluzioni illuminotecniche fornite da Linea Light Group by Tepta.


Il Padiglione della Turchia si caratterizza per la particolare attenzione al fattore luce, studiato nei minimi dettagli per enfatizzarne sia la specificità architettonico-espositiva sia il concetto ispiratore dell’intero progetto. L’impianto di illuminazione è stato ideato da Zeki Kadirbeyoğlu e Şeyma Kılıç di ZKLD Light Design Studio e la scelta è ricaduta su alcune soluzioni illuminotecniche fornite da Linea Light Group by Tepta.




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